Obiettivi fotografici


Esistono diversi tipi di obiettivi: obiettivi normali, grandangolari, teleobiettivi e zoom

Obiettivi normali

Viene considerato obiettivo normale di un certo formato di pellicola quello che ha una lunghezza focale all'incirca uguale alla diagonale del fotogramma.
Per tradizione, l'obiettivo normale del 24x36 mm ha una lunghezza focale di 50 mm, a cui corrisponde un angolo di campo di 46 gradi.
La "normalità" risiede nel fatto che con questo obiettivo si ottiene una sensazione prospettica simile a quella che si ha ad occhio nudo.

In linea generale, la qualità di un obiettivo dipende da numerosi fattori.
Spesso c'è la necessità di fotografare in ambienti poco illuminati, dove torna comodo un obiettivo molto luminoso; tuttavia ad una elevata luminosità corrispondono certamente un ingombro, un peso e un prezzo maggiori, mentre la qualità è probabilmente più bassa.

Uno dei parametri più importanti è rappresentato dalla incisività, ossia dalla capacità di un obiettivo di riprodurre con elevata definizione e nitidezza anche i dettagli più piccoli; una stampa o una proiezione di diapositiva sarà tanto più nitida quanto più inciso è l'obiettivo.

Altri parametri che concorrono a determinare la qualità di un'ottica sono lo schema ottico, il numero delle lenti, le aberrazioni geometriche e cromatiche, la resa cromatica, la vignettatura, l'uniformità delle prestazioni al centro e ai bordi del fotogramma, e così via.

In molte situazioni l'obiettivo normale non è soddisfacente; ad esempio, perché offre un angolo di campo troppo ristretto o perché costringe ad avvicinarsi troppo al soggetto.
In questi casi si ricorre alla sostituzione dell'obiettivo con uno di lunghezza focale differente.

E' evidente che una macchina fotografica ad ottica fissa è molto limitativa nell'uso, in quanto non consente l'intercambio degli obiettivi; in questo caso è preferibile orientare la scelta verso apparecchi dotati di obiettivo zoom di buona qualità e discreta escursione focale, in modo da potere impostare caso per caso l'inquadratura migliore.

Obiettivi grandangolari

Un obiettivo grandangolare ha una lunghezza focale più corta dell'obiettivo normale e quindi offre un angolo di campo più ampio. Per questo motivo le immagini prodotte da un grandangolo sono più piccole del naturale, restituendo la sensazione di una scena molto vasta.

Il grandangolo è utile per fotografare sia all'interno che all'esterno. Nel primo caso serve per riprendere ambienti molto ristretti; nel secondo, per foto di architetture, panorami o scene di vita vissute in maniera molto diretta e coinvolgente: spesso è ciò che avviene nei buoni reportage.

Come si vede, la lunghezza focale impiegata quasi sempre predispone a diverse sensazioni e stati d'animo.
È importante notare che a parità di distanza dal soggetto, la prospettiva non cambia al cambiare della lunghezza focale dell'obiettivo; se si rimane fermi nella stessa posizione e si fanno tre fotografie (rispettivamente con un grandangolo, un normale e un tele), si ha esattamente la stessa prospettiva; a cambiare è l'ampiezza del campo inquadrato, che si restringe al crescere della lunghezza focale.
Questo aspetto verrà esaminato in dettaglio parlando di inquadratura e composizione.

Rispetto all'obiettivo normale, un grandangolare offre una profondità di campo maggiore a parità di diaframma; la messa a fuoco selettiva, ricorrendo alla sfocatura, diventa praticamente impossibile.

Il vantaggio consiste in una minore sensibilità alle vibrazioni della macchina al momento dello scatto, per cui è più difficile ottenere immagini mosse.
Il grandangolare, se viene usato con intelligenza e senso fotografico, si presta alla realizzazione di immagini spettacolari e molto espressive: primi piani ingranditi rispetto allo sfondo, grande profondità della scena, notevole senso di rilievo.

Un altro elemento, spesso esteticamente negativo, caratteristico dei grandangolari è costituito dalle linee cadenti, che si hanno quando le linee verticali convergono fortemente, invece di mantenersi parallele tra di loro; per ridurle al minimo bisogna evitare di inclinare la macchina fotografica verso l'alto o verso il basso.
Queste considerazioni assumono grande importanza specialmente nelle fotografie di architetture.
Se si usa il grandangolare per fare ritratti, dato che ci si deve avvicinare molto al soggetto si ottiene una resa prospettica deformante, tanto più sgradevole quanto più corta è la focale dell'obiettivo.

Un caso particolare di grandangolo è il fish-eye (occhio di pesce), obiettivo di focale cortissima che arriva ad abbracciare ben 180 gradi o più di scena. La prospettiva da essi restituita è di tipo sferico, con linee molto distorte e fotogramma generalmente di forma circolare.

Teleobiettivi

I teleobiettivi svolgono una funzione opposta a quella dei grandangolari: si usano per isolare una porzione della scena, avvicinandola e ingrandendola più di quanto non faccia un obiettivo normale.
Tornano quindi molto utili per fotografare soggetti lontani e difficilmente avvicinabili.
Al crescere della lunghezza focale del teleobiettivo, diminuisce l'angolo di campo e aumenta l'ingrandimento del soggetto sul fotogramma; di pari passo diminuisce la profondità di campo.

Pertanto, per avere una zona a fuoco sufficientemente ampia, si deve chiudere il diaframma; questo però comporta l'allungamento del tempo di otturazione.
Come si può vedere, si tratta di trovare il giusto compromesso tra questi fattori; coi teleobiettivi si può essere costretti ad aumentare la sensibilità della pellicola e ad usare un treppiede, per evitare il mosso dovuto a tempi di posa non sufficientemente veloci.

Si tenga presente che l'ingrandimento della scena comporta una maggiore sensibilità alle vibrazioni della macchina fotografica. Per questo insieme di motivi è bene non esagerare con la lunghezza focale del teleobiettivo, almeno fino a che lo si desideri impiegare a mano libera.

Un'applicazione tipica di un teleobiettivo di media lunghezza focale (85-135 mm) è nei ritratti; si riesce a stare ad una distanza giusta dal soggetto e se ne ottiene una prospettiva corretta nei lineamenti.
Con un uso accorto del diaframma e della distanza di ripresa si riesce ad isolare il soggetto dal contorno, focalizzando l'attenzione su un volto, su una mano od anche solo sulle labbra o un occhio, con la possibilità di creare immagini suggestive e personali.

Altri impieghi tipici sono nello sport, nel paesaggio e nella caccia fotografica.

Un effetto caratteristico dei teleobiettivi è l'appiattimento prospettico della scena, con effetti di lontananza e profondità del tutto particolari, causato dall'appiattimento dei piani.
In molti casi, quando si effettuano riprese a grande distanza, possono insorgere problemi di calo della nitidezza a causa delle stratificazioni dell'aria, fonte di velature o vere e proprie deformazioni dei contorni.

Il fotografo creativo riesce spesso a sfruttare questi fattori apparentemente negativi, volgendoli a proprio vantaggio per realizzare immagini insolite e attraenti.

Infine i teleobiettivi trovano applicazione nella macrofotografia, per ottenere ingrandimenti non troppo spinti rimanendo nel contempo abbastanza distanti dal soggetto.

Obiettivi zoom

Da parecchi anni esiste altresì una particolare tipologia di obiettivi, caratterizzata da una lunghezza focale variabile; si tratta di obiettivi in cui, agendo su una ghiera, una leva o un pulsante, si può variare la lunghezza focale entro due estremità prefissate, mediante lo spostamento di un gruppo di lenti rispetto alle altre.
Ad esempio, si può avere un obiettivo con una focale minima di 35 mm ed una massima di 100 mm, con possibilità di impostare manualmente qualsiasi lunghezza focale intermedia (come 42, 50 o 78 mm).

Tali obiettivi vengono comunemente denominati zoom.
L'utilità pratica di simili obiettivi è evidente: senza cambiare il punto di ripresa è possibile effettuare l'inquadratura più adatta a realizzare l'idea di fotografia che si ha in mente.
Ma ci sono anche altri vantaggi collegati all'uso di un obiettivo zoom. Non si è costretti a cambiare spesso l'obiettivo; si tratta di un elemento da non sottovalutare in occasioni come le foto di bambini, sport, reportage o simili.

La possibilità stessa di provare diverse lunghezze focali prima di effettuare lo scatto consente di studiare più a fondo il soggetto da fotografare e di individuare il modo migliore per farlo.
Inoltre invece di avere una macchina fotografica ad ottiche intercambiabili corredata dai tre obiettivi classici (grandangolo, normale e medio tele), si può acquistare un solo obiettivo zoom avente le estremità focali corrispondenti; ad esempio, nel formato 24x36 ci si può orientare su uno zoom 28-120 mm o simili, limitando la spesa e il peso complessivo dell'attrezzatura da portare appresso.

Ma non tutto è così perfetto come sembra, perché gli obiettivi zoom, a fronte dei vantaggi illustrati, presentano anche numerose punti deboli rispetto alle ottiche fisse: qualità ottica inferiore, luminosità limitata, peso sostenuto (elemento tanto più evidente quanto più bassa è la lunghezza focale utilizzata).

L'impiego di uno zoom comporta, in genere, una perdita di nitidezza, la presenza di distorsioni geometriche e aberrazioni cromatiche, una distribuzione non uniforme della luminosità tra centro e bordi del fotogramma.

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