Mettere a fuoco con la fotocamera


Diaframma

Agendo sul diaframma si influisce sull'ampiezza dell'apertura che sta al centro dell'obiettivo.
Nelle macchine fotografiche di un certo pregio il diaframma è del tipo a iride, per analogia di funzionamento con l'iride dell'occhio umano, dove essa serve per allargare o restringere l'apertura centrale, adeguandosi alle condizioni di luce ambientale.

Messa a fuoco

In linea generale, una fotografia viene considerata tecnicamente ben riuscita quando è dotata di nitidezza, ossia quando è perfettamente a fuoco. Questo vale, se non per tutto il fotogramma, almeno per il soggetto principale (quando si considerano le sfocature intenzionali, adottate per ottenere effetti espressivi particolari).

Pertanto le macchine fotografiche possiedono dispositivi che consentono di mettere a fuoco la zona che interessa; fanno eccezione solo le macchine fotografiche economiche, dove si ha un obiettivo a fuoco fisso che non consente la regolazione.

Mettere a fuoco significa intervenire sulla distanza obiettivo/pellicola, per fare in modo che l'obiettivo proietti sulla pellicola un'immagine nitida del soggetto da fotografare; le due condizioni estreme sono le seguenti:

  • Quando il soggetto è molto lontano dal punto di ripresa, l'obiettivo va regolato sull'infinito (in questo caso si ha la distanza minima tra obiettivo e pellicola);
  • Quando il soggetto è molto vicino al punto di ripresa, l'obiettivo va regolato sul punto di messa a fuoco ravvicinata (in questo caso si ha la distanza massima tra obiettivo e pellicola).

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Mirino

Il mirino rappresenta una parte estremamente importante della macchina fotografica; esso permette di... "mirare e centrare il bersaglio", ossia di inquadrare nella fotografia esattamente quello che si vuole fare entrare nella scena.

Senza il mirino faremmo inquadrature alla cieca. La precisione con cui si controlla l'inquadratura dipende dal tipo di mirino disponibile; le fotocamere più economiche hanno un semplice mirino galileano, che offre una visione abbastanza approssimata di ciò che verrà effettivamente fotografato.

Le macchine fotografiche di tipo reflex offrono il massimo dell'accuratezza compositiva, in quanto mostrano nel mirino esattamente la stessa scena che verrà impressionata sulla pellicola. Tra questi due estremi esistono tipologie di mirini che forniscono gradi intermedi di precisione.

Lunghezza focale

In una lente convergente i raggi provenienti da un soggetto molto lontano (infinito) convergono in un punto. La distanza tra il centro della lente e il piano focale (piano su cui si forma l'immagine nitida del soggetto) è la lunghezza focale di quella lente.

La lunghezza focale determina la grandezza dell'immagine sulla pellicola (rapporto di riproduzione). Questo fattore determina due conseguenze importanti.
La prima è che a parità di distanza soggetto/obiettivo, un obiettivo di focale lunga produce un'immagine più grande rispetto a un obiettivo di focale corta.

Per lunghezza focale standard (o lunghezza focale normale) si intende quella all'incirca uguale alla diagonale del fotogramma impiegato, o di poco superiore. Ad esempio, nel formato 24x36 mm (diagonale = 43 mm) viene considerato normale un obiettivo di 50 mm di lunghezza focale.

 

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